Immagina di poter tingere i tuoi vestiti con i colori della foresta pluviale scozzese. È proprio quello che facevano i fratelli Gordon nel 1758 con il Cudbear, un pigmento ricavato dai licheni. Grazie a documenti storici, oggi sappiamo che questo colore era più diffuso di quanto si pensasse e che è stato usato anche con le tinture sintetiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, un progetto del governo britannico ha rivalutato queste piante, creando campioni di lana colorata ancora oggi conservati a Edimburgo. Una storia di scienza, natura e moda che unisce passato e presente!
Il Cudbear, scoperto dai fratelli George e Cuthbert Gordon, era ottenuto da licheni come il *Roccella tinctoria*. Questo pigmento, inizialmente utilizzato per tingere tessuti, divenne popolare per la sua resistenza e vivacità. Durante la Prima Guerra Mondiale, con la scarsità di tinture sintetiche, il governo britannico promosse la ricerca su piante locali, tra cui i licheni. Un raro libro di campioni di lana, conservato al Royal Botanic Garden di Edimburgo, mostra i risultati di queste ricerche. I licheni, oltre al Cudbear, includevano specie come *Parmelia saxatilis* e *Parmelia physodes*, utilizzate per creare una gamma di colori che andavano dal giallo al marrone. Questi studi non solo rivitalizzarono l'industria tessile britannica durante la guerra, ma gettarono anche le basi per future ricerche in chimica e botanica.
