Nel Museo Marittimo di Orebic, in Croazia, c’è un modello di nave a vela che ha appena svelato un mistero. Le sue vele, per anni catalogate come pelle, sono state scoperte essere tela impregnata di una sostanza sconosciuta. Analisi di laboratorio hanno dimostrato che il materiale originale è stato trattato con una resina che, col tempo e le cattive condizioni di conservazione, ha provocato crepe e scolorimenti. Dopo un delicato intervento di pulizia, le decorazioni dipinte sulle vele sono tornate a brillare, rivelando il nome della nave e il suo legame con la famiglia reale. I motivi ornamentali, ora leggibili, suggeriscono simboli di potere e protezione, aprendo nuove strade per gli studiosi che vogliono capire come le antiche maestranze comunicassero attraverso l’arte navale. Questo caso dimostra quanto la scienza dei materiali e la storia possano collaborare per riscrivere la biografia di un oggetto apparentemente semplice.
Le analisi chimiche condotte con spettroscopia FTIR hanno identificato una matrice di colofonia miscelata a oli vegetali, tipica dei trattamenti di impermeabilizzazione del XVIII secolo. La micro‑tomografia a raggi X ha rivelato una stratificazione a tre livelli: tela di lino, strato di colofonia e vernice a base di pigmenti di ferro. La presenza di pigmenti rossi a base di cinabro suggerisce una provenienza mediterranea, poiché questo minerale era ampiamente usato nei dipinti navali dell’area adriatica. La tecnica di pittura a secco, evidenziata da microscopio ottico, indica che gli artigiani applicavano i colori a mano libera, senza l’ausilio di stencil, per personalizzare il vessillo reale. Inoltre, l’analisi isotopica del legno del modello ha confermato una provenienza da querce dell’Europa centrale, coerente con le rotte commerciali dell’epoca. Questi dati integrano le fonti archivistiche, che menzionano una commissione reale per la costruzione di un modello di dimostrazione destinato a una visita diplomatica nel 1765. L’interdisciplinarità tra chimica, fisica e storia dell’arte permette di ricostruire non solo la composizione materiale, ma anche il contesto socio‑politico in cui il modello è stato realizzato.
