Un team di ricercatori ha sviluppato un metodo innovativo per monitorare il ghiaccio marino in tutto l’Arctico, usando oltre 85.000 immagini satellitari Sentinel-1 raccolte tra il 2020 e il 2023. Grazie a una rete neurale chiamata U-Net, il sistema riesce a individuare con grande precisione la quantità di ghiaccio presente in ogni area. Questo è fondamentale per navigare in acque artiche, studiare il clima e pianificare attività di esplorazione. Il metodo funziona anche in condizioni meteo avverse, perché Sentinel-1 utilizza la tecnologia SAR, che non dipende dalla luce solare. I risultati sono stati confrontati con dati del satellite AMSR2: la correlazione è quasi perfetta, con un punteggio di 0,99. Inoltre, il sistema riesce a individuare dettagli piccoli come i singoli blocchi di ghiaccio, spesso invisibili ad altri strumenti. L’approccio potrebbe migliorare le previsioni climatiche e supportare decisioni più consapevoli per il futuro dell’Artico.
Il prodotto di estensione del ghiaccio marino (SIE) è stato generato automaticamente da un framework U-Net a pila integrata, addestrato su immagini SAR di alta risoluzione. La validazione è avvenuta convertendo i dati in concentrazione di ghiaccio marino (SIC) e confrontandoli con prodotti AMSR2 alla risoluzione di 3,125 km. La correlazione di Pearson è di 0,99, con differenze medie annuali tra l’5,93% e il 7,85%. Le analisi caso per caso mostrano che le immagini S1 catturano fedelmente le caratteristiche a piccola scala, come i blocchi di ghiaccio, spesso trascurati da AMSR2. Un indice integrato ha permesso di quantificare il contributo relativo di ciascun sottomodello, evidenziando che tre di essi forniscono la maggiore contribuzione all’insieme. Questo offre spunti per ottimizzare l’integrazione e progettare strategie ensemble più solide dal punto di vista scientifico.
