Immagina di poter scambiare file, pagare o aprire una porta senza toccare nulla, usando solo pochi milliwatt di energia. È quello che promette la Near Field Electric (NFE), una tecnologia che sfrutta il campo elettrico confinato per trasmettere dati a decimetri di distanza. A differenza del classico NFC, che usa il magnetismo e resta limitato a pochi centinaia di kilobit al secondo, la NFE raggiunge più di 3 Mbps con un consumo inferiore a 1 mW per trasmettitore e ricevitore.
Il segreto sta nella coppia capacitiva: due elettrodi posti a pochi centimetri l’uno dall’altro creano un “ponte” elettrico che trasporta le informazioni. Gli esperimenti hanno mostrato che, ruotando gli elettrodi in otto direzioni diverse, la connessione resta stabile, garantendo una copertura decimetrica (5‑30 cm) indipendente dall’orientamento. Inoltre, se si sfrutta un mezzo conduttivo – ad esempio il corpo umano o un cavo – la portata può estendersi fino a 3,5 m con 2 Mbps di throughput.
Con un consumo di 0,4 mW in trasmissione e 0,6 mW in ricezione, la NFE è circa 24 volte più efficiente del NFC e tre volte più efficiente del NFMI, mantenendo però velocità di trasmissione molto più alte. Questo la rende ideale per l’Internet delle Cose (IoT) densamente popolato, per pagamenti contactless ultra‑sicuri e per dispositivi che devono durare mesi o anni con una sola batteria. In futuro, versioni ottimizzate potrebbero sfruttare il corpo umano come “antenna” per raggiungere un metro di distanza, aprendo nuove possibilità per wearable e dispositivi indossabili.
