Hai mai pensato a quanto gli strumenti digitali siano importanti per lo studio delle lingue e della traduzione? Uno studio dell'Università di Maribor, in Slovenia, ha scoperto che gli studenti di inglese e traduzione si sentono sicuri con la tecnologia, ma non la usano al massimo delle sue potenzialità. Molti preferiscono Google invece di piattaforme accademiche specializzate. Questo crea un divario tra ciò che sanno fare e ciò che fanno davvero. Gli esperti suggeriscono più formazione e un uso mirato degli strumenti digitali nei programmi di studio. Insomma, la tecnologia è lì, ma serve imparare a sfruttarla al meglio!
Lo studio ha evidenziato che gli studenti tendono a sottovalutare le risorse digitali specifiche per la loro disciplina. Ad esempio, piattaforme come Linguee o DeepL Translator, progettate per la traduzione, sono poco utilizzate rispetto a Google Translate. Inoltre, molti studenti non sono a conoscenza delle risorse offerte dalla loro università, come database accademici o software specializzati. Questo sottoutilizzo può limitare le loro competenze linguistiche e traduttive. Per colmare questo divario, le università potrebbero integrare corsi di alfabetizzazione digitale nei programmi di studio, offrendo workshop pratici e guide su come utilizzare al meglio gli strumenti disponibili. Inoltre, un onboarding strutturato potrebbe aiutare gli studenti a familiarizzare con le risorse istituzionali fin dall'inizio del loro percorso accademico.
