Un gruppo di ricercatori ha voluto andare oltre il dibattito classico sull’intelligenza emotiva, chiedendosi se le emozioni potessero essere considerate una vera competenza, non solo un tratto di personalità. Hanno così testato il modello di “emocreatività”, un insieme di abilità emotive suddivise in quattro aree: consapevolezza emotiva, cambiamento emotivo, legame emotivo e creatività emotiva. Per farlo hanno coinvolto 177 insegnanti e 370 studenti di corsi di formazione docente, che hanno compilato due questionari online: il CACE (Self‑Assessment Questionnaire of Emotional Competencies) e il TMMS‑24, un noto strumento di intelligenza emotiva. I risultati mostrano che il CACE è solido: l’analisi fattoriale esplorativa ha rivelato quattro fattori coerenti, confermati dall’analisi fattoriale confermativa, e tutti i fattori hanno mostrato buona coerenza interna. Inoltre, le risposte al CACE si correlano bene con quelle al TMMS‑24, confermando la validità convergente. In pratica, il nuovo questionario può aiutare le scuole a valutare in modo più preciso le competenze emotive dei docenti, fornendo dati utili per programmi di formazione mirati. Così, oltre a conoscere le proprie emozioni, gli insegnanti possono imparare a trasformarle in risorse creative per la classe.
Il CACE è stato sottoposto a un rigoroso percorso di validazione psicometrica. Inizialmente, l’analisi fattoriale esplorativa (EFA) ha identificato quattro fattori principali, corrispondenti alle dimensioni teoriche del modello di emocreatività: consapevolezza emotiva, cambiamento emotivo, legame emotivo e creatività emotiva. L’analisi ha utilizzato il metodo di estrazione dei minimi quadrati non‑pesati (ML) con rotazione obliqua, garantendo che i fattori potessero correlarsi tra loro, come previsto da una struttura di competenza integrata. Successivamente, l’analisi fattoriale confermativa (CFA) ha verificato la stabilità del modello su un campione indipendente, ottenendo indici di adattamento eccellenti (CFI = 0,96; TLI = 0,95; RMSEA = 0,04). La coerenza interna è stata valutata tramite l’alfa di Cronbach, che ha superato il valore soglia di 0,80 per tutti i fattori, indicando affidabilità elevata. Per la validità convergente, i punteggi del CACE sono stati correlati con quelli del TMMS‑24, ottenendo coefficienti di correlazione compresi tra 0,62 e 0,71, confermando che i due strumenti misurano costrutti affini ma non identici. Dal punto di vista pratico, il CACE può essere impiegato sia in contesti di ricerca che di sviluppo professionale, offrendo una mappa dettagliata delle competenze emotive dei docenti. Tale mappatura consente di progettare interventi formativi personalizzati, mirati a potenziare specifiche aree, ad esempio la capacità di regolare le proprie emozioni in situazioni di stress o di favorire legami emotivi positivi con gli alunni. Inoltre, la struttura a quattro fattori apre la strada a studi longitudinali che indaghino come le competenze emotive evolvano nel tempo e influenzino risultati educativi, come la motivazione degli studenti e il clima di classe. In sintesi, la validazione del CACE rappresenta un passo significativo verso una valutazione più sfumata e operativa dell’intelligenza emotiva in ambito scolastico.
