Le antiche costruzioni in terra compressa, o rammed earth, sono diffuse in tutto il mondo, ma spesso rimangono fuori dai progetti digitali di conservazione. Un gruppo di ricercatori ha ideato un metodo che collega due mondi: l'HBIM, il modello digitale degli edifici, e il GIS, il sistema che mappa il territorio.
Il segreto è un database object‑relational, capace di gestire dati geometrici, semantici e geospaziali in un unico posto. Grazie a script Dynamo, le informazioni di Revit (software di modellazione) fluiscono verso QGIS e PostgreSQL/PostGIS, e viceversa, in modo automatico.
Il team ha provato il flusso su sette fortificazioni di terra compressa dell’Andalusia, scegliendo siti diversi per forma e posizione. Il risultato? Una documentazione multiscala che combina planimetrie 3D, descrizioni dei materiali, diagnosi di degrado e dati ambientali. Con questi dati, gli studiosi possono capire meglio le tecniche costruttive, le variazioni di suolo e lo stato di conservazione.
Il vantaggio più grande è la possibilità di inserire i modelli degli edifici in piani di gestione territoriale più ampi, facilitando decisioni di tutela sia a livello locale che regionale. Il progetto dimostra che strumenti open‑source e workflow automatizzati possono rendere la conservazione del patrimonio vernacolare più efficiente e replicabile in altri contesti.
