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Un gruppo di studenti, insegnanti e tutor ha partecipato al progetto EdTech Mentor, un’iniziativa che combina strumenti digitali, mentoring e apprendimento basato sul servizio per migliorare la didattica STEM. Attraverso interviste approfondite e video partecipativi, i ricercatori hanno raccolto le esperienze vissute in contesti scolastici spesso svantaggiati. I risultati mostrano che le tecnologie digitali hanno aumentato l’interesse, la creatività e la fiducia di studenti e docenti, trasformando le lezioni in laboratori interattivi. Tuttavia, le difficoltà non mancano: connessioni internet lente, assenza di dispositivi adeguati e scarsa alfabetizzazione digitale ostacolano l’uso efficace di questi strumenti. In questo scenario, il ruolo dei mentori è stato decisivo. Oltre a fornire supporto tecnico, hanno offerto incoraggiamento emotivo, soprattutto nelle scuole isolate, riducendo il senso di solitudine professionale. Il progetto ha anche rafforzato il senso di comunità, creando spazi di apprendimento collaborativo dove studenti e insegnanti si scambiano idee e soluzioni. In sintesi, l’integrazione di EdTech, mentoring e comunità può rendere l’educazione più equa, ma è fondamentale garantire infrastrutture adeguate e programmi di formazione continua per tutti gli attori coinvolti.

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L’analisi fenomenologica interpretativa (IPA) adottata nello studio consente di esplorare in profondità le percezioni soggettive dei partecipanti, andando oltre i dati quantitativi tradizionali. Questo approccio qualitativo ha permesso di identificare tre temi principali: empowerment digitale, barriere infrastrutturali e ruolo del mentoring. L’empowerment digitale si manifesta quando gli studenti utilizzano strumenti come simulazioni virtuali, coding platforms e laboratori online, favorendo la costruzione di competenze trasversali (problem solving, collaborazione). Le barriere infrastrutturali includono non solo la connettività, ma anche la manutenzione dei dispositivi, la disponibilità di software aggiornati e la formazione continua del personale docente. Il mentoring, analizzato come pratica di “scaffolding” cognitivo‑affettivo, ha mostrato effetti di spillover: i tutor hanno facilitato la co‑costruzione di conoscenza, ma hanno anche ridotto il burnout docente, migliorando la retention del personale nelle aree rurali. Dal punto di vista delle politiche educative, i risultati suggeriscono che gli investimenti in EdTech debbano essere accompagnati da programmi di sviluppo professionale e da reti di supporto locale, per garantire una diffusione equa e sostenibile delle tecnologie in ambito STEM.

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Fonti

Autori:
Cristina Tripon
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 03/05/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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