Le supernove di tipo Ia sono esplosioni stellari così luminose da poter essere usate come “candele standard” per misurare le distanze cosmiche. Osservando il loro bagliore, gli astronomi hanno notato che i loro lampi durano più a lungo quando provengono da galassie molto lontane. Questo fenomeno, chiamato dilatazione cosmica del tempo, è previsto dalla teoria della relatività: più l’universo si espande, più il tempo sembra rallentare per chi osserva da qui.
Il modello più accettato, basato sulla metrica FLRW, assume che il “tempo proprio” sia uniforme in tutto l’universo. Alcuni ricercatori propongono però una variante, la Cosmologia Conformale (CC), in cui il tempo varia con l’evoluzione cosmica. La CC introduce una distinzione tra tempo comovente (usato per descrivere l’espansione dello spazio) e tempo proprio (quello misurato da un orologio locale).
Tra i vantaggi ipotizzati della CC ci sono: la conservazione dell’invarianza di Lorentz, la forma invariata delle equazioni di Maxwell, e la possibilità di spiegare la dinamica delle galassie a spirale senza ricorrere a materia o energia oscura. Tuttavia, queste idee non sono ancora ampiamente accettate dalla comunità scientifica, che richiede ulteriori dati e confronti con le osservazioni.
In sintesi, la dilatazione del tempo osservata nelle supernove conferma la nostra comprensione dell’espansione dell’universo, ma apre anche la porta a nuove teorie che cercano di descrivere più accuratamente la natura del tempo cosmico.
