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Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che, oltre ai sintomi motori, può compromettere la memoria e l’attenzione. Per individuare precocemente questi deficit, i medici usano il PD‑CRS, un questionario di screening cognitivo. Un gruppo di ricercatori ha provato a trasformare questo test in una versione telematica, cioè da svolgere via videochiamata.\n\nSono stati coinvolti 79 pazienti con Parkinson tra ottobre 2020 e febbraio 2024. Durante la chiamata, i partecipanti hanno seguito slide con le istruzioni e hanno eseguito compiti davanti alla webcam, mentre l’esaminatore osservava e annotava i risultati. Alla fine, sia i pazienti sia gli esaminatori hanno valutato la difficoltà percepita su una scala da 0 a 10. I punteggi medi sono stati molto bassi: 1,6 per i pazienti e 1,43 per gli esaminatori, senza differenze statisticamente significative.\n\nNessuna età, livello di istruzione o gravità della malattia ha influenzato la percezione di difficoltà, suggerendo che il test è accessibile a tutti i profili. Questo risultato è importante perché permette di superare le barriere legate alla mobilità o alla distanza geografica: chi vive in zone rurali o ha difficoltà a spostarsi può comunque ricevere una valutazione cognitiva tempestiva. In futuro, la versione online potrebbe diventare uno strumento di routine nelle cliniche di neurologia, riducendo i tempi di attesa e migliorando la qualità della vita dei pazienti con Parkinson.

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Il PD‑CRS (Parkinson’s Disease–Cognitive Rating Scale) è stato sviluppato per valutare le funzioni cognitive in quattro domini: attenzione, esecutivo, memoria e linguaggio. La versione tradizionale prevede l’uso di materiale cartaceo e la presenza fisica dell’esaminatore, fattori che possono introdurre bias legati all’ambiente di test. Nella versione telematica, le slide digitali hanno sostituito le schede cartacee, garantendo una presentazione uniforme delle istruzioni. Le prove motorie sono state adattate a compiti visivi‑verbali (ad esempio, ripetizione di sequenze numeriche) per ridurre l’influenza di eventuali tremori.\n\nDal punto di vista statistico, sono stati impiegati test non parametrici (Mann‑Whitney U) per confrontare le VAS tra gruppi, poiché la distribuzione dei punteggi non era normale (p‑value > 0.05). L’assenza di correlazioni significative tra VAS e variabili cliniche (età, durata della malattia, punteggio UPDRS‑III) è stata confermata mediante analisi di regressione logistica multivariata. Questo suggerisce che la percezione di difficoltà è indipendente dal livello di disabilità motoria.\n\nUn limite dello studio è la mancanza di un confronto diretto con la versione cartacea, che avrebbe permesso di valutare la concordanza (coefficiente di correlazione intraclasse). Inoltre, la popolazione è stata reclutata in centri specialistici, potenzialmente più motivata e tecnologicamente competente rispetto a pazienti di contesto rurale. Futuri studi dovrebbero includere un campione più eterogeneo e valutare la validità diagnostica del PD‑CRS telematico rispetto al gold standard neuropsic{\"o\"}logico. L’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale per l’analisi automatica dei risultati potrebbe ulteriormente velocizzare la diagnosi precoce di MCI nel Parkinson.

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Fonti

Autori:
Elisa PiniFulvio PepeMichelle IngiardiVeronica LainiNicoletta CiccarelliEugenio Magni
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 05/05/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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