A Tianjin, la gestione dell’acqua è una sfida cruciale per la sostenibilità urbana. Gli studiosi hanno costruito un modello dinamico che collega tre elementi: risorse idriche, economia e ambiente (WR‑SE‑WE). Il modello è stato testato con cinque scenari di politica: continuare come ora (BAU), dare priorità al risparmio d’acqua (WCP), spingere sull’economia (SEA), proteggere l’ambiente acquatico (WEP) e un approccio integrato (IBD).
Il risultato chiave è il “grado di coordinamento di accoppiamento” (CCD), che misura quanto bene i tre pilastri si armonizzano. Tutti gli scenari mostrano un CCD in crescita, ma l’IBD è il più efficace, raggiungendo 0,926 entro il 2035. Seguono SEA (0,920), WEP (0,902), BAU (0,880) e infine WCP (0,874).
Ogni politica ha i suoi pro e contro. Il WCP riduce al minimo gli sprechi e la inquinamento, ma frena l’attività economica. Il WEP garantisce più acqua pulita, ma limita la crescita del PIL. Il SEA spinge l’economia, ma aumenta la pressione sulle risorse idriche e ritarda la pulizia dei fiumi. L’IBD combina i punti di forza di tutti, bilanciando risparmio, crescita e protezione.
Gli autori suggeriscono quattro azioni: una governance dell’acqua che coinvolga più settori, accelerare la transizione verso industrie verdi, dare priorità all’acqua riciclata e migliorare l’efficienza agricola. Queste mosse potrebbero guidare Tianjin verso uno sviluppo più equilibrato e di alta qualità.
