I porti sono luoghi dove arrivano e partono migliaia di navi ogni anno. Ma sai come si caricano e si scaricano le merci? Con grandi macchinari chiamati trattori! Oggi però i porti vogliono essere più ecologici. Un team di ricercatori ha simulato cosa succede se si sostituiscono i vecchi trattori a combustione con modelli elettrici o addirittura automatici. Hanno provato tre tipi: i tradizionali (che bruciano benzina), quelli elettrici a batteria e quelli elettrici che guidano da soli! Il test è stato fatto nel porto di Ravenna, simulando una nave che arriva e deve essere caricata e scaricata tutto in un giorno. I risultati? I trattori elettrici emettono fino al 40% in meno di CO2. Ma i modelli automatici hanno un problema: ci vogliono più tempo per caricare e scaricare, e a volte si bloccano per mancanza di energia. Questo significa che servono più piani per gestire la carica e il numero esatto di macchine. Insomma, passare ai trattori elettrici è una grande idea per salvare il pianeta, ma ci vuole organizzazione!
Lo studio utilizza un framework basato su simulazioni per valutare l'impatto operativo e ambientale del passaggio da trattori a combustione interna (ICE) a trattori elettrici a batteria (BET) e trattori elettrici guidati automaticamente (e-AGT) nelle operazioni di terminal Ro-Ro. Il modello è stato applicato al terminal Ro-Ro del Porto di Ravenna, simulando un ciclo completo di ormeggio e movimentazione. Sono state definite metriche chiave (KPI) per valutare il tempo di svolta, la produttività del veicolo, il consumo energetico e le emissioni di CO2. I risultati mostrano che sia le configurazioni BET che e-AGT riducono significativamente le emissioni rispetto agli ICE, con riduzioni fino al 40%. Tuttavia, lo scenario e-AGT presenta svantaggi operativi, tra cui un aumento del tempo di scarico e una ridotta disponibilità della flotta a causa di vincoli di ricarica e limitazioni di percorso. Questi risultati evidenziano il potenziale ambientale dell'automazione e dell'elettrificazione, ma sottolineano anche la necessità di una pianificazione integrata della dimensione della flotta, dell'infrastruttura di ricarica e delle specifiche di circolazione. Il framework proposto offre uno strumento riproducibile per il supporto alle decisioni, utile alle autorità portuali e agli operatori logistici per valutare le tecnologie di movimentazione alternative in condizioni realistiche.
