Negli ultimi anni le università hanno sperimentato diversi modi per scegliere gli studenti, soprattutto quando i posti sono pochi. Un team olandese ha confrontato due sistemi: la lotteria ponderata, dove tutti hanno una chance proporzionale al punteggio, e la selezione tradizionale, basata su criteri accademici. Hanno analizzato più di 2 000 candidati a un corso di scienze biomediche, osservando il rapporto donne‑uomini e il successo negli studi. La lotteria ha attirato più donne, creando un equilibrio di genere più naturale. Al contrario, la selezione ha visto meno uomini candidarsi, ma chi è stato ammesso ha ottenuto risultati migliori nel primo anno e ha concluso il percorso entro quattro anni. Tuttavia, questi risultati dipendono più da fattori personali – età, voto di maturità, motivazione – che dal metodo di ammissione. In pratica, la lotteria sembra favorire la diversità, mentre la selezione è collegata a performance più alte, ma senza garantire l’equità di genere. Gli autori suggeriscono di combinare i due approcci per ottenere sia inclusività che eccellenza accademica.
L'analisi statistica ha utilizzato modelli di regressione logistica per valutare l'impatto della procedura di ammissione sul risultato accademico, controllando per covariate come età, GPA pre‑universitario e motivazione dichiarata. I risultati mostrano che, una volta aggiustati questi fattori, la differenza di successo tra i due gruppi non è più significativa (p > 0,05). Questo indica che la selezione non aggiunge valore predittivo al di là delle caratteristiche già note degli studenti. Inoltre, la distribuzione delle candidature ha rivelato un bias di genere nella fase di applicazione: gli uomini erano sottorappresentati nella pool di candidati per la selezione, probabilmente a causa di percezioni culturali sul percorso biomedico. La lotteria ponderata, invece, ha mantenuto una proporzione più equa, suggerendo che la trasparenza e la percezione di equità del processo possono influenzare la decisione di candidarsi. Dal punto di vista delle politiche, una possibile soluzione è introdurre un sistema ibrido: una quota minima di posti assegnati tramite lotteria per garantire diversità, combinata con una selezione basata su merito per i restanti posti, ottimizzando così sia l'equità che la performance accademica.
