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L’età tra i 18 e i 29 anni è spesso definita “emerging adulthood”: un periodo di sperimentazione, incertezza e transizione tra adolescenza e piena età adulta. Un team di ricercatori ha indagato come i valori orientati alla crescita – in particolare l’apertura al cambiamento e la trascendenza – influenzino il benessere psicologico dei giovani adulti, e se il senso della vita ne faccia da ponte.\n\nSono stati coinvolti 200 partecipanti, con un’età media di 22 anni. Hanno compilato tre questionari: uno sul benessere psicologico, uno sul senso della vita (che misura sia la presenza di un significato che la ricerca di esso) e uno sui valori personali. I risultati mostrano che tutti i fattori – benessere, presenza di senso, ricerca di senso, apertura al cambiamento e trascendenza – sono correlati positivamente. In pratica, chi è più disposto a cambiare e a pensare al bene comune tende a percepire la propria vita come più significativa, e questo a sua volta è legato a un maggiore benessere.\n\nCuriosamente, la sola ricerca di un senso (cioè il desiderio di trovarne uno) non ha mediato il legame tra valori e benessere. Quindi, non basta cercare un significato: è la consapevolezza di averlo davvero a fare la differenza.\n\nQuesti dati suggeriscono che promuovere valori di apertura e altruismo può aiutare i giovani a costruire un senso di scopo, migliorando il loro equilibrio emotivo. Ricerche future dovranno capire se questi effetti si mantengono nel tempo o se, al contrario, il benessere influisce sui valori che scegliamo di coltivare.

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Lo studio si è basato sul Portrait Values Questionnaire (PVQ), uno strumento validato a livello internazionale per valutare i valori secondo la teoria dei valori di Schwartz. L’openness to change comprende dimensioni come stimolo, libertà e autonomia, mentre la self‑transcendence raggruppa benevolenza e universalismo. Entrambe le dimensioni sono classificate come valori di crescita, cioè orientati al miglioramento personale e collettivo.\n\nIl Psychological Well‑Being Scales (PWBS) misura sei dimensioni: autonomia, crescita personale, relazioni positive, scopo nella vita, padronanza ambientale e auto‑accettazione. La presenza di significato è stata valutata con il Meaning in Life Questionnaire (MLQ), che distingue tra "presence of meaning" (quanto la vita è percepita come significativa) e "search for meaning" (quanto si è motivati a trovare un significato).\n\nLe analisi di regressione multipla hanno mostrato che la presenza di significato media parzialmente l’effetto di openness to change (β = 0,22) e di self‑transcendence (β = 0,20) sul benessere psicologico, con intervalli di confidenza che non includono lo zero, confermando la significatività statistica. Al contrario, la ricerca di significato non ha mostrato un effetto mediatorio significativo, suggerendo che la semplice aspirazione a trovare un senso non è sufficiente a tradursi in benessere senza una percezione concreta di significato.\n\nDal punto di vista neurobiologico, i valori di apertura al cambiamento sono associati a una maggiore attività della corteccia prefrontale dorsolaterale, coinvolta nella flessibilità cognitiva e nella pianificazione di obiettivi a lungo termine. La self‑transcendence, invece, attiva circuiti limbici e la rete di default, correlati a empatia e a processi di auto‑riferimento. La presenza di significato sembra coinvolgere l’insula e il cingolo anteriore, regioni legate alla consapevolezza interocettiva e alla valutazione emotiva del proprio stato di vita.\n\nQuesti risultati supportano modelli teorici che vedono i valori come driver motivazionali che, attraverso la costruzione di un senso di scopo, influenzano la salute mentale. Tuttavia, la natura trasversale dello studio impedisce di stabilire causalità: è possibile che un maggiore benessere favorisca l’adozione di valori più pro‑sociali. Studi longitudinali e interventi sperimentali mirati a potenziare l’apertura al cambiamento e la self‑transcendence potrebbero chiarire la direzione di questi effetti e fornire indicazioni pratiche per programmi di educazione alla salute mentale nei giovani adulti.

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Fonti

Autori:
Marianna ChmielZdzisław Kroplewski
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 22/01/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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