Nel 2017 un team di ricercatori ha mappato la presenza di due virus responsabili della leproside negli agrumi messicani: il Citrus leprosis virus C (CiLV‑C) e l’Orchid fleck virus, ceppo agrume (OFV‑Cit). Sono stati analizzati campioni di arance, lime, mandarini e pompelmi in 15 stati del Paese, usando la RT‑PCR per rilevare il materiale genetico dei virus. I risultati hanno mostrato che la frequenza di infezione dipendeva dalla zona geografica e dal tipo di frutto. Le arance erano più colpite da CiLV‑C, mentre i lime presentavano più OFV‑Cit. Alcune foglie asintomatiche risultavano comunque positive, dimostrando che l’infezione può nascondersi senza sintomi evidenti. Nel 2019, campionando lime in tre stati, non sono state osservate lesioni tipiche, ma il 6 % dei campioni era positivo a CiLV‑C e il 3 % a OFV‑Cit. La sequenza dell’RNA2 di CiLV‑C prelevata da lime ha mostrato il 98,99 % di somiglianza con ceppi già noti, confermando l’identità del virus. Questi dati suggeriscono che il monitoraggio basato solo sui sintomi può sottostimare la diffusione reale, e che è fondamentale includere test molecolari per una sorveglianza più efficace. La ricerca fornisce una mappa aggiornata della distribuzione dei virus, utile per agricoltori e autorità sanitarie nella pianificazione di strategie di contenimento.
Il Citrus leprosis virus C (CiLV‑C) appartiene al genere Cilevirus, una famiglia di virus a filamento singolo a polarità positiva, con un genoma segmentato in due RNA (RNA1 e RNA2). Il RNA2 codifica le proteine strutturali, tra cui la capside, ed è il target principale per le analisi di identificazione. L’Orchid fleck virus, ceppo agrume (OFV‑Cit), è un membro del genere Dichorhavirus, caratterizzato da un genoma a doppio filamento segmentato (RNA1, RNA2, RNA3). Entrambi i virus si trasmettono principalmente tramite gli acari della famiglia Brevipalpus, che fungono da vettori meccanici e biologici. La RT‑PCR, utilizzata nello studio, sfrutta primer specifici per le regioni conservate dell’RNA2 di CiLV‑C e dell’RNA3 di OFV‑Cit, consentendo una rilevazione sensibile anche in tessuti asintomatici. La presenza di infezioni latenti è particolarmente rilevante perché gli acari possono diffondere il patogeno senza che gli agricoltori notino sintomi evidenti, favorendo la propagazione silenziosa. L’analisi filogenetica delle sequenze di RNA2 di CiLV‑C ha mostrato una stretta relazione con ceppi isolati da agrumi in Brasile e Costa Rica, suggerendo una possibile origine comune o scambi di materiale genetico tramite movimenti di materiale vegetale. Dal punto di vista epidemiologico, la variabilità geografica osservata riflette probabilmente differenze nella densità di popolazione di Brevipalpus, condizioni climatiche favorevoli alla loro proliferazione e pratiche agricole locali. La sequenza quasi completa dell’RNA2 ottenuta nel 2019 ha permesso di identificare mutazioni puntuali non presenti nei database pubblici, aprendo la strada a studi di evoluzione virale e a potenziali marcatori di virulenza. Infine, l’integrazione di test molecolari nella sorveglianza di campo può migliorare la tempestività delle decisioni di gestione, come l’applicazione mirata di acaricidi o la selezione di varietà di agrumi più resistenti, riducendo l’impatto economico della leproside.
