Quando pensiamo alle famiglie senza auto, spesso immaginiamo persone che camminano o prendono l’autobus per tutto. La ricerca appena pubblicata sfata questo stereotipo: i “Zero‑Vehicle Households” (ZVH) sono in realtà tre gruppi ben distinti. Il primo, chiamato “shared mobility errand workers” (36 % dei casi), usa soprattutto i mezzi pubblici e le app di ride‑hailing per andare al lavoro o per commissioni quotidiane. Il secondo, i “car‑based shoppers” (30 %), non possiedono un’auto ma ne hanno accesso informale – amici, familiari o car‑sharing – per viaggi più lunghi, come gite fuori porta o spese importanti, combinandoli con camminate o bici. Il terzo gruppo, gli “active shoppers” (34 %), preferisce camminare o pedalare per fare la spesa nei negozi di quartiere.
Queste differenze emergono grazie a un’analisi statistica chiamata Latent Class Cluster Analysis, che ha messo a fuoco dati su modalità di viaggio, scopi dei percorsi e variabili socio‑economiche. Il risultato è un quadro più realistico che aiuta i pianificatori urbani a progettare soluzioni su misura: più punti di ritiro per il ride‑hailing, parcheggi condivisi per chi usa auto altrui, e piste ciclabili più sicure per chi pedala. In pratica, capire le sfumature dei ZVH significa creare città più inclusive e meno dipendenti dall’auto privata.
