Immagina di dover trovare oggetti posizionati molto vicino a un sensore, quasi nella sua ‘zona di comfort’. Questa sfida, chiamata localizzazione near-field, è difficile con le antenne tradizionali. Scienziati e ingegneri hanno ora creato un sistema a forma di ‘aquila’ simmetrica, che usa un array di antenne sparse per risparmiare costi. La vera magia? Trasforma i segnali complessi in un ‘mappe stellare’ virtuale, facilitando il calcolo. Usando una tecnica chiamata cumulante di quarto ordine, il sistema crea un‘immagine di riferimento come se le sorgenti fossero lontane. Poi, con un algoritmo preciso come un‘analisi spettrale, stima prima due angoli e infine la distanza. I test mostrano che questo metodo è molto più preciso di altri, migliorando l‘accuratezza angolare del 65% e della distanza del 61,7%. In sintesi, permette di ‘vedere’ e localizzare oggetti in spazi limitati con una precisione mai raggiunta prima.
La parte innovativa di questo lavoro risiede nell‘uso di una disposizione geometrica simmetrica delle antenne (symmetric enhanced nested array) combinata con l‘analisi dei cumulanti di quarto ordine. Mentre le antenne fisiche sono poche e disposte in modo irregolare per ridurre costi, questo metodo ne crea un‘immagine virtuale molto più densa e ordinata (virtual aperture). Questa ‘duplicazione virtuale’ permette di applicare algoritmi di stima solitamente usati solo per sorgenti lontane (far-field), ma adattati per il near-field. La scelta dei parametri ottimali per la disposizione delle antenne è stata analizzata matematicamente per massimizzare questa ‘apertura virtuale’. La fase finale, che stima la distanza tramite uno spettro unidimensionale, è resa possibile grazie a un procedimento di ‘accoppiamento’ basato sulla decomposizione del valore singolare l1, che evita errori di associazione tra i parametri angolari e di distanza.
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Nei prossimi 3-5 anni vedremo questi 'radar intelligenti' integrati in smartphone, auto a guida autonoma e dispositivi medici: potremo 'vedere' ostacoli o persone a pochi centimetri di distanza con precisione chirurgica, aprendo la strada a interfacce aptiche avanzate e robot chirurgici ultra-precisi.
