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Immagina un sistema di sicurezza che non solo individua le minacce al volo, ma registra ogni avviso in modo indelebile. È quello che propone un nuovo studio: un framework che unisce intelligenza artificiale e blockchain.

Il cuore del progetto è una rete neurale convoluzionale (CNN) addestrata a riconoscere comportamenti anomali nel traffico di rete, usando il dataset CICIDS2017 come banco di prova. Quando la CNN rileva qualcosa di sospetto, genera un avviso. Qui entra in gioco la blockchain: un Ethereum permissioned registra l’avviso e i metadati in un registro immutabile, garantendo che nessuno possa alterare o cancellare le prove.

Smart contract automatizzati verificano la validità dell’allerta e mantengono l’integrità dei dati, rendendo più semplice l’analisi forense e la conformità a normative stringenti. I test mostrano una precisione elevata, pochi falsi positivi e una risposta in tempo reale, anche sotto attacchi simulati.

Il risultato è un sistema più trasparente, robusto e auditabile, ideale per ambienti dove la sicurezza è cruciale, come le banche o le infrastrutture critiche. Gli autori suggeriscono di migliorare la scalabilità della blockchain e di aggiungere meccanismi di privacy per gestire volumi di dati ancora più grandi.

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Il modello CNN impiegato è una variante di ResNet-18, ottimizzata per l’analisi di flussi di pacchetti con finestre temporali di 1 secondo. L’addestramento è stato effettuato con una suddivisione 70/30 tra training e test, usando cross‑entropy loss e Adam optimizer con learning rate 0.001. Per la blockchain, è stato scelto un network permissioned basato su Hyperledger Besu, configurato con consenso IBFT2 per ridurre la latenza a circa 200 ms per blocco. Gli smart contract, scritti in Solidity 0.8, includono funzioni di verifica hash SHA‑256 dei payload AI e meccanismi di timeout per gestire alert scaduti. La valutazione della latenza end‑to‑end (detection + logging) ha mostrato un valore medio di 350 ms, ben al di sotto della soglia di 1 secondo tipica per sistemi di intrusion detection. Inoltre, l’analisi di robustezza ha impiegato Metasploit per simulare attacchi di tipo DDoS e MITM, confermando che la catena rimane coerente anche sotto carico elevato, grazie al meccanismo di rate‑limiting integrato nei nodi validator.

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Fonti

Autori:
Sam Goundar
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 09/04/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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