Immagina un assistente digitale che naviga il web per te: prenota voli, compila moduli, confronta prezzi. Sono gli "agenti browser", software che usano l'intelligenza artificiale per automatare la navigazione. Comodi, vero? Ma c'è un rovescio della medaglia.
Un team di ricercatori ha messo sotto la lente otto agenti browser popolari. Il verdetto? Trentadue vulnerabilità per la privacy. Alcuni disattivano le protezioni integrate del browser, altri "indovinano" e inseriscono automaticamente dati sensibili β indirizzi, numeri di carta, password β nei campi dei moduli. È come dare le chiavi di casa a uno sconosciuto che promette di fare la spesa.
Lo studio ha creato un framework con cinque aree di controllo: componenti vulnerabili, difesa dai siti web, blocco del tracciamento cross-site, reazione a prompt che toccano la privacy, perdite di dati personali verso terze parti. Quindici misure in tutto.
La buona notizia? I ricercatori hanno segnalato tutto in modo responsabile agli sviluppatori e intendono pubblicare dati e strumenti per aiutare la comunità a costruire agenti più sicuri. Nel frattempo, se usi questi strumenti, controlla quali permessi dai e quali dati condividi. La comodità non deve costare la tua identità digitale.
