Un team di ricercatori ha studiato cosa succede quando si costruiscono “ranch marine” – ovvero barriere artificiali – vicino all’isola di Wailingding, a Zhuhai. Hanno misurato la qualità dell’acqua e la quantità di pesci prima e dopo l’intervento, usando sensori in loco e modelli di machine learning. Grazie all’algoritmo SHAP, hanno capito quali parametri dell’acqua (come clorofilla‑a, ossigeno disciolto, domanda chimica di ossigeno e fosfato) cambiano di più quando le barriere entrano in gioco. I risultati mostrano che, entro un raggio di circa 10 km, la presenza delle strutture ha aumentato la biomassa ittica di 318 kg per km² in primavera e di 660 kg per km² in autunno. Allo stesso tempo, le concentrazioni di clorofilla‑a e fosfato sono variate, mentre l’ossigeno disciolto è rimasto stabile, segno di un ecosistema in equilibrio. Lo studio suggerisce che le barriere artificiali possono migliorare la pesca locale, ma è fondamentale monitorare gli effetti sulla chimica dell’acqua per evitare squilibri. Questi dati forniscono un utile punto di riferimento per chi vuole valutare costi e benefici dei progetti di ranching marino.
L’analisi ha impiegato modelli di regressione multipla e reti neurali per prevedere le variazioni dei parametri idro‑chimici. L’algoritmo SHAP (SHapley Additive exPlanations) è stato integrato con conoscenze fisiche per distinguere tra variabili otticamente sensibili (come la clorofilla‑a, che influisce sulla trasmittanza della luce) e non sensibili (come il fosfato). I risultati hanno evidenziato che la presenza delle barriere artificiali ha aumentato la produttività primaria, probabilmente per l’effetto “habitat‑enhancement” che favorisce la crescita di fitoplancton. L’incremento di biomassa ittica è stato attribuito a una combinazione di maggiore disponibilità di cibo e protezione offerta dalle strutture. Tuttavia, l’aumento di COD in alcune zone suggerisce una possibile accumulazione di materia organica in decomposizione, che potrebbe ridurre l’ossigeno disciolto in condizioni di stagnazione. Il modello di diffusione suggerisce che gli effetti più marcati si attenuano entro 10 km dal centro della zona di ranching, in linea con le correnti locali. Queste informazioni sono cruciali per definire zone di esclusione e piani di gestione sostenibile, bilanciando la crescita della pesca con la tutela della qualità dell’acqua.
