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Immagina di costruire un brano musicale non come una linea retta, ma come cerchi che si rincorrono e si trasformano. È l'idea centrale dei "Cerchi Espressivi", un nuovo approccio compositivo illustrato dall'autore nel suo pezzo per trio con pianoforte, violino e violoncello. L'ispirazione nasce dal Surrealismo nell'arte e dalla "musique surrealistique" della compositrice Hanna Kulenty, con rimandi anche a Witold Lutosławski e alla teoria dell'unismo.

Il metodo si basa su tre modelli formali: struttura chiusa, aperta e rovesciata. Ognuno tratta il tema musicale in modo diverso, come porte che si chiudono, si spalancano o si capovolgono sul suono. Sul piano drammaturgico, la musica cerca uno stato di trance, raggiunto attraverso due vie: "logarithm", che dilata e rarefà il tempo, e "drive", che spinge in avanti con energia costante.

L'articolo rende tutto tangibile mostrando estratti reali dello spartito e schemi colorati che traducono la geometria teorica in note concrete. Un affascinante incrocio tra matematica del suono, emozione e avanguardia che dimostra come la composizione possa essere architettura pura.

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Il concetto di Cerchi Espressivi si articola in tre modelli strutturali distinti. La "struttura chiusa" presenta un materiale tematico che ritorna su se stesso, creando un'unità circolare perfetta dove inizio e fine coincidono timbricamente e armonicamente. La "struttura aperta" frammenta il tema in cellule che si evolvono linearmente senza ricomporre l'unità iniziale, generando un senso di espansione continua. La "struttura rovesciata" inverte i parametri formali: il climax appare all'inizio e il materiale si dissolve progressivamente verso il silenzio.

Sul versante drammaturgico, le due tipologie di trance definiscono l'esperienza temporale. La trance "logarithm" si basa su una proporzione aurea o serie numeriche (es. Fibonacci) per determinare la durata delle sezioni: ogni episodio è più breve del precedente secondo un rapporto costante, accelerando la percezione temporale verso un punto di non ritorno. La trance "drive" utilizza invece ostinati ritmici, armonie statiche e dinamiche crescenti (crescendo continuo) per indurre uno stato ipnotico per accumulo energetico, simile al minimalismo ma con una tensione armonica in costante mutazione.

L'autore evidenzia paralleli con la "surconventional deconstruction" di Kulenty, dove il materiale convenzionale (scale, accordi) viene decostruito per creare nuove sintassi, e con la "controlled aleatoriness" di Lutosławski, dove la libertà degli esecutori è incorniciata da rigide coordinate formali. Gli schemi a colori nell'articolo mappano parametri come densità, registro, articolazione e dinamica su assi cartesiani, visualizzando la traiettoria dello "spazio espressivo" del brano.

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Fonti

Autori:
Patryk Kusiak
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 08/10/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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