Un gruppo di 129 studenti universitari ha provato un nuovo sistema di discussione online, dove un agente conversazionale (una specie di chatbot) proponeva idee. Il ricercatore ha diviso i partecipanti in quattro gruppi: diversità cognitiva (idee molto diverse) o omogeneità (idee simili), e con o senza istruzioni su come prestare attenzione alle proposte del bot. C'era anche un gruppo di controllo che ha discusso in coppia senza bot.
I risultati sono sorprendenti. Quando il bot offriva punti di vista diversi, le discussioni erano più ampie: i ragazzi esploravano più argomenti e generavano più idee originali. Al contrario, quando le opinioni erano simili, le conversazioni diventavano più profonde, con argomenti più dettagliati e ben sviluppati.
L'attenzione ha avuto un ruolo doppio. Chi ha ricevuto istruzioni su come ascoltare il bot ha percepito le sue idee come ostacolo, riducendo la quantità di idee valide. Chi, invece, non ha avuto istruzioni, ha prodotto più idee corrette e ha capito meglio il tema trattato.
In pratica, la diversità cognitiva spinge a pensare più in largo, mentre l'omogeneità favorisce la riflessione più profonda. E l'attenzione, se gestita male, può frenare la creatività. Questi risultati aiutano a progettare migliori assistenti virtuali per la scuola, rendendo le discussioni di gruppo più efficaci e divertenti.
