Hyperledger Fabric è una delle piattaforme più usate per le blockchain private, quelle che le aziende scelgono per gestire dati sensibili. Ma, come ogni rete, anche Fabric può subire attacchi di tipo Denial‑of‑Service (DoS), cioè tentativi di bloccare il servizio saturando le risorse. In un recente studio gli esperti hanno messo alla prova un ambiente di test di Fabric, simulando diversi scenari di attacco.
Tra le tattiche più pericolose c’è la manipolazione delle dimensioni dei blocchi: blocchi più grandi richiedono più tempo per essere elaborati, creando latenza. Un altro metodo è scartare i blocchi appena creati, impedendo al consenso di avanzare. Gli hacker possono anche inviare certificati falsi al Membership Service Provider (MSP), facendo credere a nodi legittimi di essere affidabili. Peer collusi possono sabotare la validazione delle transazioni, mentre un’ondata di richieste da client esterni può saturare la rete. Inoltre, configurazioni errate del protocollo Raft o la disattivazione di CouchDB, il database di supporto, possono paralizzare l’intero sistema.
I risultati mostrano un aumento della latenza, una drastica riduzione del throughput e, nei casi peggiori, l’impossibilità di accedere al ledger. Gli autori concludono che è fondamentale monitorare costantemente la rete, raccogliere log da più fonti e sviluppare difese basate su machine learning leggero, per rilevare e bloccare gli attacchi prima che compromettano la disponibilità della blockchain.
