Quando l’intelligenza artificiale (AI) entra in ambiti dove la sicurezza è fondamentale, come i treni automatici, è cruciale capire come gli esseri umani valutano le sue prestazioni. In tre esperimenti, dei volontari hanno osservato sequenze video di persone che si muovevano vicino ai binari. Un sistema AI simulato ha evidenziato le figure rilevate, a volte correttamente, a volte sbagliando. I partecipanti dovevano dare un voto numerico alla performance dell’AI e spiegare a voce il loro giudizio.
Gli esperimenti hanno variato diversi fattori: il tipo di errore dell’AI (falso positivo o negativo), la plausibilità dell’errore, il numero di immagini coinvolte, quante persone c’erano in ogni foto, la posizione delle persone rispetto ai binari e il metodo usato per raccogliere le valutazioni. Tutti questi elementi hanno influenzato il punteggio dato, ma alcuni risultati sono stati inaspettati. Il fattore più decisivo è stato la posizione delle persone rispetto ai binari, nonostante ai partecipanti fosse stato detto che l’AI non poteva considerare quella informazione.
Questo indica che gli esseri umani tendono a valutare l’AI non solo per il compito specifico, ma anche per aspetti che percepiscono come rilevanti, anche se l’AI non li elabora. Quando si conducono audit di sicurezza, è quindi fondamentale tenere conto di queste discrepanze tra le capacità reali dell’AI e le aspettative umane.
In sintesi, la ricerca mostra che la percezione umana può distorcere la valutazione di sistemi critici, suggerendo la necessità di linee guida più chiare e di formazione specifica per chi deve giudicare l’affidabilità dell’AI nei trasporti.
