Immagina di costruire un brano musicale non come una linea retta, ma come cerchi che si rincorrono e si trasformano. È l'idea centrale dei "Cerchi Espressivi", un nuovo approccio compositivo illustrato dall'autore nel suo pezzo per trio con pianoforte, violino e violoncello. L'ispirazione nasce dal Surrealismo nell'arte e dalla "musique surrealistique" della compositrice Hanna Kulenty, con rimandi anche a Witold Lutosławski e alla teoria dell'unismo.
Il metodo si basa su tre modelli formali: struttura chiusa, aperta e rovesciata. Ognuno tratta il tema musicale in modo diverso, come porte che si chiudono, si spalancano o si capovolgono sul suono. Sul piano drammaturgico, la musica cerca uno stato di trance, raggiunto attraverso due vie: "logarithm", che dilata e rarefà il tempo, e "drive", che spinge in avanti con energia costante.
L'articolo rende tutto tangibile mostrando estratti reali dello spartito e schemi colorati che traducono la geometria teorica in note concrete. Un affascinante incrocio tra matematica del suono, emozione e avanguardia che dimostra come la composizione possa essere architettura pura.
