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I motori a corrente continua sono il cuore di robot, stampanti 3D e droni. Spesso però consumano più energia del necessario, soprattutto quando devono spostarsi da un punto all'altro. Un team di ricercatori ha provato a risolvere il problema usando un controller fuzzy basato sul metodo di inferenza Tsukamoto.

A differenza del classico PID, il controller fuzzy sceglie la risposta più adatta in base a regole linguistiche (tipo “se la velocità è alta e l’accelerazione è bassa, allora riduci la tensione”). Inoltre, ha abbinato al controller traiettorie di movimento più morbide: parabole, trapezi e curve a S.

I test hanno mostrato che, senza carico, il consumo medio è sceso del 11,8% con la traiettoria parabolica, del 9,3% con quella trapezoidale e del 3,5% con la S‑curve. Anche aggiungendo un carico, i risparmi sono rimasti simili. I risultati sono stati confermati da analisi statistiche (test t di Welch, p < 0,05) e da una minore dispersione dei dati rispetto al PID.

In pratica, un controller fuzzy può rendere i motori più “gentili” con l’energia, senza sacrificare precisione. Questo approccio potrebbe essere utile in robotica educativa, veicoli elettrici leggeri o qualsiasi dispositivo che richieda movimenti rapidi ma efficienti.

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Il controller fuzzy di Tsukamoto utilizza funzioni di appartenenza monotone e una procedura di defuzzificazione basata sul valore medio ponderato delle conclusioni. Questo garantisce una risposta deterministica, a differenza dei sistemi Mamdani che richiedono un’ulteriore fase di centroid. Nel contesto del motion control, la scelta di traiettorie a S‑curve riduce le derivate di accelerazione (jerk), limitando le perdite per effetto Joule nei conduttori. L’analisi dei consumi è stata effettuata calcolando l’integrale dell’attuale corrente moltiplicata per la tensione (energia elettrica) su ogni ciclo di movimento. Per valutare la consistenza, è stato usato il coefficiente di variazione (CV = σ/μ), che è risultato più basso per il fuzzy, indicando una maggiore stabilità. I test t di Welch, scelti per la loro robustezza a varianze eterogenee, hanno confermato la significatività statistica delle differenze (p < 0,05). Infine, l’implementazione hardware ha richiesto un microcontrollore a 32 bit con capacità di calcolo floating‑point, permettendo di eseguire in tempo reale le regole fuzzy (circa 150 µs per ciclo) senza penalizzare la risposta dinamica del sistema.

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Fonti

Autori:
Luis F. Olmedo-García
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 17/06/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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