Un improvviso intoppo nella fornitura di gas naturale può sembrare un problema solo per le centrali elettriche, ma in realtà ha ripercussioni dirette sui prezzi che paghiamo in negozio. Uno studio recente, basato sui dati trimestrali del SIGE della Banca d’Italia, ha analizzato come questi shock influenzino le decisioni di prezzo delle imprese e le loro aspettative di inflazione. Gli autori hanno identificato gli shock usando un modello IV‑VAR che sfrutta notizie inattese su interruzioni di gas in Europa.
I risultati mostrano che, sebbene gli shock non riducano drasticamente la quantità di gas disponibile né le scorte, fanno subito salire i prezzi spot dell’elettricità, con effetti che durano nel tempo. Inserendo le variabili aziendali nel modello BVAR, si osserva che le imprese aumentano sia i prezzi attuali sia le previsioni di prezzo futuro, alimentando l’incertezza sull’inflazione.
Ma c’è una svolta: quando l’incertezza è alta, le aziende riescono a trasferire i costi aggiuntivi ai consumatori, mantenendo i prezzi elevati. In periodi di bassa incertezza, invece, prevalgono gli effetti recessivi e le imprese tendono a ridurre i prezzi al di sotto del livello di riferimento. In pratica, la risposta dei prezzi dipende dallo stato di fiducia del mercato, non solo dal costo del gas.
