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Un improvviso intoppo nella fornitura di gas naturale può sembrare un problema solo per le centrali elettriche, ma in realtà ha ripercussioni dirette sui prezzi che paghiamo in negozio. Uno studio recente, basato sui dati trimestrali del SIGE della Banca d’Italia, ha analizzato come questi shock influenzino le decisioni di prezzo delle imprese e le loro aspettative di inflazione. Gli autori hanno identificato gli shock usando un modello IV‑VAR che sfrutta notizie inattese su interruzioni di gas in Europa.

I risultati mostrano che, sebbene gli shock non riducano drasticamente la quantità di gas disponibile né le scorte, fanno subito salire i prezzi spot dell’elettricità, con effetti che durano nel tempo. Inserendo le variabili aziendali nel modello BVAR, si osserva che le imprese aumentano sia i prezzi attuali sia le previsioni di prezzo futuro, alimentando l’incertezza sull’inflazione.

Ma c’è una svolta: quando l’incertezza è alta, le aziende riescono a trasferire i costi aggiuntivi ai consumatori, mantenendo i prezzi elevati. In periodi di bassa incertezza, invece, prevalgono gli effetti recessivi e le imprese tendono a ridurre i prezzi al di sotto del livello di riferimento. In pratica, la risposta dei prezzi dipende dallo stato di fiducia del mercato, non solo dal costo del gas.

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Lo studio utilizza un approccio IV‑VAR per isolare gli shock di fornitura di gas, scegliendo come variabile strumentale le notizie di interruzione non anticipate provenienti da fonti europee di monitoraggio energetico. Questo strumento è considerato esogeno rispetto alle decisioni di prezzo delle imprese italiane, garantendo l’identificazione causale dell’effetto shock.

Il modello BVAR interno incorpora variabili macro‑economiche aggregate (PIL, tasso di disoccupazione) e variabili micro‑economiche derivanti dal SIGE (previsioni di prezzo, inflazione attesa, incertezza). La stima è effettuata con una struttura a priorità di Minnesota, che regolarizza i parametri in presenza di dati limitati.

Per catturare le dinamiche non lineari, gli autori applicano proiezioni locali dipendenti dallo stato, distinguendo periodi di alta e bassa incertezza inflazionistica. La misura di incertezza è costruita come la varianza delle previsioni di inflazione a un anno, estratta dal SIGE. I risultati mostrano che, in regime di alta incertezza, il coefficiente di pass‑through del costo del gas al prezzo finale è significativamente positivo (≈0,45), mentre in regime di bassa incertezza il coefficiente diventa negativo (≈‑0,12), indicando una pressione ribassista sui prezzi.

L’analisi evidenzia inoltre che gli shock di gas hanno un impatto più rapido e persistente sui prezzi spot dell’elettricità rispetto alle scorte di gas, suggerendo che il mercato elettrico funge da canale di trasmissione primaria. La robustezza dei risultati è confermata da test di sensibilità su diverse specifiche di lag, su alternative di misurazione delle scorte e su periodi di campionamento pre‑e‑post pandemia. Questo lavoro fornisce una base empirica per politiche che mirano a mitigare l’incertezza inflazionistica attraverso meccanismi di stabilizzazione dei mercati energetici.

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Data Pubblicazione:
Articolo Originale arxiv.org
Verifica editoriale completata il 13/02/2026 Studio Originale / Fonte Primaria
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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