Il granito, una roccia molto usata in costruzioni e gallerie, non è indistruttibile. Quando subisce colpi ripetuti, come quelli generati da vibrazioni sismiche o da macchinari pesanti, può indebolirsi in modo sorprendente. Un team di ricercatori ha messo alla prova blocchi di granito usando una barra di pressione modificata, capace di lanciare impatti a diverse energie in sequenza.
I risultati mostrano che, all’aumentare dell’energia dell’impatto, la roccia resiste meglio all’inizio: cresce lo stress dinamico massimo e la deformazione. Però, più l’impatto è forte, più la “rigidità” della fase di carico diminuisce, segno che la roccia si sta danneggiando. Le immagini ad alta velocità hanno rivelato che le crepe di trazione si allungano più velocemente quando il colpo più energico arriva per primo, mentre una sequenza di energie crescenti o decrescenti produce schemi di crepe diversi.
Con un microscopio elettronico, i ricercatori hanno osservato microcricche e striature di fatica, soprattutto quando le energie variavano tra i colpi. In pratica, un carico non lineare genera più fratture superficiali rispetto a colpi di energia costante. Questo studio aiuta ingegneri e geologi a prevedere quanto una roccia possa resistere in ambienti reali, dove le sollecitazioni non sono mai uguali.
