Hai mai pensato a quanto i musei e i monumenti contano nella tua vita quotidiana? Un gruppo di ricercatori ha creato CHARE, una scala che misura il “senso di cura” verso il patrimonio culturale, partendo proprio da giovani adulti come te. Dopo aver raccolto 16 affermazioni su come ci comportiamo con oggetti e luoghi storici, hanno testato il questionario su centinaia di studenti. I risultati mostrano che il modello è affidabile: le risposte si allineano bene con le teorie della “care theory”, che spiega il legame tra cittadini e cultura. In pratica, CHARE aiuta musei e scuole a capire se i visitatori si sentono coinvolti, se vogliono proteggere un dipinto o una statua, o se preferiscono passare oltre. Anche se è solo il primo passo, lo strumento può guidare nuove attività educative e politiche più attente alla conservazione. Immagina di partecipare a un progetto scolastico dove, grazie a CHARE, il tuo gruppo propone una mostra interattiva per far riscoprire un sito storico della tua città. Il risultato? più curiosità, più rispetto e, soprattutto, più giovani che si sentono parte della storia.
Il modello Rasch, alla base di CHARE, è una tecnica di analisi psicometrica che trasforma le risposte a item ordinali in una scala logit, garantendo che la difficoltà di ogni affermazione e l'abilità del rispondente siano misurabili su un unico continuum. Questo approccio supera le limitazioni dei tradizionali punteggi sommativi, poiché ogni item contribuisce in modo proporzionale alla stima finale. Nella fase di sviluppo, i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica della letteratura su “caring behaviours” verso beni culturali, identificando temi ricorrenti come la protezione fisica, la valorizzazione emotiva e la partecipazione attiva. Successivamente, focus group con esperti di museologia hanno raffinato le 16 proposte, eliminando ambiguità semantiche e garantendo la copertura di tutti i domini teorici. L'analisi preliminare ha mostrato un indice di affidabilità (Person Separation Index) pari a 0,84, indicativo di buona discriminazione tra individui con diversi livelli di cura. Inoltre, la verifica dell'invarianza di genere ha confermato che maschi e femmine interpretano gli item in modo equivalente, rendendo CHARE adatto a campioni eterogenei. Per future validazioni, è consigliato ampliare il campione a diverse fasce d'età e contesti culturali, nonché integrare item di risposta aperta per catturare sfumature qualitative del senso di cura.
