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Gli stampanti 3D che fondono polvere metallica, come il Laser Powder Bed Fusion (LPBF), stanno rivoluzionando la produzione di componenti leggeri. Un team di ricercatori ha studiato come la porosità iniziale e la sua evoluzione influenzino la resistenza di un alluminio‑silicio (AlSi10Mg) stampato in orizzontale o in verticale.

Con prove di trazione uniaxiale e simulazioni numeriche basate sul modello di Gurson, hanno calibrato i parametri che descrivono danni e rottura. I risultati mostrano che i pezzi stampati verticalmente si fratturano più in fretta, perché le tensioni si concentrano tra gli strati. Il modello di Gurson, a differenza del classico von Mises, riesce a prevedere meglio la crescita dei vuoti e la loro coalescenza.

In pratica, più grande è la dimensione dei pori e più ravvicinati sono, minore è la duttilità del materiale. Questa metodologia permette di valutare in anticipo le prestazioni meccaniche di componenti stampati, utile per settori come l’aerospaziale e l’automotive. I ricercatori suggeriscono di estendere lo studio ad altre leghe e a carichi dinamici, per affinare ulteriormente la progettazione di parti ultra‑leggere e resistenti.

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Il modello di Gurson è un’estensione della teoria della plasticità che incorpora la presenza di micro‑vuoti come variabili interne. La sua formulazione parte dall’equazione di equilibrio di von Mises, aggiungendo un termine di deterioramento legato alla frazione di volume poroso f. L’equazione di evoluzione di f dipende da tre parametri chiave: \(\xi\) (coalescenza), \(\delta\) (crescita dei vuoti) e \(\sigma_{\infty}\) (resistenza a rottura del materiale solido).

Nel contesto LPBF, la porosità è introdotta sia da difetti di fusione (pore di mancanza di energia) sia da inclusioni di gas. La scansione laser crea una micro‑struttura a grana fine, ma le interfacce tra le tracce possono generare micro‑cricche. La simulazione numerica, calibrata con il metodo di identificazione parametrica (PIP), permette di mappare la distribuzione spaziale di f durante il carico.

I risultati mostrano che la direzione di stampa influisce sulla distribuzione anisotropica di f: nella stampa verticale, i vuoti si allineano lungo l’asse di costruzione, favorendo la coalescenza precoce. Questo fenomeno è quantificato da un aumento del parametro \(\xi\), che indica una maggiore propensione alla fusione dei vuoti. Inoltre, l’analisi di sensitività evidenzia che la dimensione media dei pori (≈10‑30 µm) è più critica della loro densità, poiché influisce direttamente sul valore di \(\delta\).

L’applicazione pratica di questi risultati consente di ottimizzare i parametri di stampa (potenza laser, velocità di scansione, spessore strato) per minimizzare f e migliorare la duttilità, senza sacrificare la leggerezza. Futuri studi potrebbero integrare modelli dinamici per carichi ad alta velocità, includendo effetti termici e di strain‑rate, ampliando così la capacità predittiva per componenti aerospaziali soggetti a sollecitazioni estreme.

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Fonti

Autori:
Vinícius dos Santos GonçalvesOmid EmadiniaFrancisco MatosDéborah De OliveiraJosé Alexander AraújoLucival Malcher
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 18/04/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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