Gli stampanti 3D che fondono polvere metallica, come il Laser Powder Bed Fusion (LPBF), stanno rivoluzionando la produzione di componenti leggeri. Un team di ricercatori ha studiato come la porosità iniziale e la sua evoluzione influenzino la resistenza di un alluminio‑silicio (AlSi10Mg) stampato in orizzontale o in verticale.
Con prove di trazione uniaxiale e simulazioni numeriche basate sul modello di Gurson, hanno calibrato i parametri che descrivono danni e rottura. I risultati mostrano che i pezzi stampati verticalmente si fratturano più in fretta, perché le tensioni si concentrano tra gli strati. Il modello di Gurson, a differenza del classico von Mises, riesce a prevedere meglio la crescita dei vuoti e la loro coalescenza.
In pratica, più grande è la dimensione dei pori e più ravvicinati sono, minore è la duttilità del materiale. Questa metodologia permette di valutare in anticipo le prestazioni meccaniche di componenti stampati, utile per settori come l’aerospaziale e l’automotive. I ricercatori suggeriscono di estendere lo studio ad altre leghe e a carichi dinamici, per affinare ulteriormente la progettazione di parti ultra‑leggere e resistenti.
