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Quando invii un'email cifrata, di solito devi prima decifrarla per cercare una parola chiave. Questo è poco pratico, soprattutto con grandi archivi. Il modello PEKS (Public Key Encryption with Keyword Search) ha risolto il problema: permette a chi ha l'autorizzazione di cercare parole chiave direttamente nei dati criptati, senza rivelare il contenuto. Però, PEKS ha un punto debole: il “keyword guessing attack” (KGA). Grazie alla natura deterministica del trapdoor, un attaccante può indovinare la parola chiave associata. Per contrastare questo, è nato il PAEKS (Public Key Authenticated Encryption with Keyword Search), che aggiunge l’autenticazione della sorgente e protegge sia il messaggio che il trapdoor. Molti PAEKS usano le cosiddette “bilinear pairing”, operazioni molto costose in termini di calcolo. L’articolo presenta una nuova variante basata su una crittografia a identità k-resiliente, che elimina le bilinear pairing. Grazie a prove di sicurezza formali, gli autori dimostrano che il nuovo schema garantisce la privacy sia del ciphertext che del trapdoor. I test mostrano che, soprattutto nella fase di verifica (Test), il nuovo metodo è il più veloce rispetto ai concorrenti. L’efficacia è stata confermata su un dataset reale: le email di Enron, dimostrando che la soluzione è pratica anche su grandi volumi di dati.

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Il nuovo schema PAEKS sfrutta la k‑resilient Identity‑Based Encryption (IBE), un costrutto crittografico in cui la sicurezza rimane invariata anche se un avversario compromette fino a k‑1 chiavi private. Questo approccio elimina le bilinear pairing, operazioni basate su curve ellittiche che richiedono moltiplicazioni costose in gruppi di ordine elevato. La sicurezza del trapdoor è garantita mediante una riduzione al problema di Decisional Diffie‑Hellman (DDH) in gruppi di tipo 2, mentre la privacy del ciphertext si basa sul modello IND‑CPA (Indistinguishability under Chosen‑Plaintext Attack). L’analisi di complessità computazionale mostra che le operazioni di chiave‑gen, encrypt e decrypt hanno complessità O(log p), con p primo grande, mentre il Test richiede solo una moltiplicazione scalare e un confronto di hash, riducendo drasticamente il tempo di esecuzione rispetto ai metodi basati su pairing (O(log² p)). Gli esperimenti su Enron hanno valutato metriche di throughput (email/secondo) e latenza di ricerca, evidenziando un miglioramento del 35 % nella fase di Test rispetto a PAEKS tradizionali. Inoltre, la prova di sicurezza in modello ROM (Random Oracle Model) conferma che, senza accesso al trapdoor, un attaccante non può distinguere tra parole chiave diverse, mitigando efficacemente il KGA. Questo rende lo schema adatto a scenari cloud‑based dove la scalabilità e la rapidità di ricerca sono cruciali.

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Fonti

Autori:
Koon-Ming Chan
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 18/04/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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