Negli ultimi vent'anni la Polonia ha triplicato le università che offrono la laurea in medicina e ha quadruplicato le ammissioni. L’obiettivo era chiaro: colmare la carenza di medici in un sistema sanitario sotto pressione. Tuttavia, nel 2024 sei nuove università hanno visto sospesi i loro posti perché le autorità di accreditamento hanno dubbi sulla qualità dei corsi.
Il Ministero della Salute e il Comitato Polacco di Accreditamento (PKA) hanno cercato di tenere il passo con la crescita, ma i dati mostrano un divario: le istituzioni sono passate da 11 a 39, un aumento del 254,6%, mentre la conformità agli standard di qualità è rimasta stagnante, soprattutto nei programmi più recenti.
Gli esperti propongono un cambiamento di rotta: passare da un modello basato su requisiti formali a un quadro basato sulle competenze. In pratica, si dovrebbe valutare il risultato finale, cioè la capacità clinica dei laureati, e rendere pubblici i risultati delle performance istituzionali. Questo approccio, allineato con le linee guida europee, aiuterebbe a garantire che ogni nuovo corso formi medici pronti a operare in modo efficace in tutte le regioni del Paese.
In sintesi, la sfida non è solo aumentare i numeri, ma assicurare che la formazione mantenga alti standard, così da trasformare la crescita in una vera risposta alla carenza di personale sanitario.
