Immaginate di imparare un'arte marziale millenaria non in una palestra, ma indossando un visore VR, tra livelli da superare e sfide da completare come in un videogioco. È l'idea dietro un progetto pilota che unisce la 'memetica' – lo studio di come le idee si diffondono, un po' come i meme su TikTok – alla realtà virtuale gamificata per salvare il Mo Jia Quan, uno stile di kung fu tradizionale cinese a rischio di essere dimenticato.
I ricercatori hanno prima identificato i 'memi' culturali chiave: movimenti, principi filosofici, rituali che rendono unica quest'arte e che si trasmettono facilmente. Poi li hanno trasformati in routine motion-capture all'interno di un ambiente VR a livelli, dove l'utente impara facendo, non solo guardando.
Dieci partecipanti hanno provato l'esperienza prima e dopo un test di comprensione culturale. I risultati preliminari mostrano un miglioramento significativo: la VR non solo diverte, ma aiuta a interiorizzare significati profondi. Attenzione però: lo studio è esplorativo, il campione è piccolo e serve molta più ricerca per validare il metodo.
La vera novità è il flusso di lavoro teorico: dall'analisi memetica all'implementazione immersiva, tutto documentato secondo principi di open science. Una ricetta replicabile per digitalizzare qualsiasi patrimonio immateriale, dalla danza al canto, prima che svanisca. Il passato entra nel futuro, un livello alla volta.
