Le more di altabush, quelle blu che trovi nei muffin, nascondono un segreto genetico. Per rendere le varietà più resistenti e produttive, i ricercatori incrociano diverse specie di Vaccinium, ma le differenze di numero di cromosomi (ploidia) rendono l’incrocio difficile. Una soluzione è la polioploidia indotta in laboratorio: si fanno crescere le piante in coltura tissutale e si spingono a duplicare i loro cromosomi. Spesso nascono “chimere”, ovvero rami con cellule di ploidia diversa, che sono instabili e di solito scartati. Il nuovo studio ha confrontato due tecniche per separare queste chimere e ottenere piante solide a ploidia uniforme. La prima, l’induzione di germogli assiali, preleva i rami laterali già presenti. La seconda, l’induzione di germogli avventizi, fa crescere nuovi rami da cellule non differenziate. I risultati sono sorprendenti: dal 89 % dei germogli avventizi della linea 145.11 e dall’82 % della linea 169.40 sono stati poliploidi solidi, contro solo il 25 % e il 53 % ottenuti con i germogli assiali. Questo metodo permette di recuperare piante geneticamente stabili, pronte per la selezione di nuove varietà di mirtillo più sane e produttive. In pratica, la tecnica avventizia è come un “reset” che elimina le parti instabili, lasciando solo il materiale genetico più forte per la prossima generazione di frutti blu.
L’induzione di polioploidia in Vaccinium sfrutta agenti chimici come l’orcolina o il colchicino, che interferiscono con la formazione del fuso mitotico, impedendo la separazione dei cromatidi e generando cellule con un numero di cromosomi raddoppiato. In coltura tissutale, i meristemi vegetativi vengono esposti a queste sostanze per brevi periodi, poi trasferiti su mezzi di rigenerazione. Il risultato è una popolazione eterogenea di cellule mixoploidi, dove alcune linee mantengono la ploidia originale (diploidi, tetraploidi o esaploidi) e altre acquisiscono una nuova ploidia. Le chimere si formano quando le cellule di diversa ploidia coesistono nello stesso meristemo, creando fasci di tessuto con mutazioni periclinali (mutazioni che interessano tutti i tessuti derivati da una cellula madre). Identificare i periclinali è cruciale perché trasmettono la mutazione alla progenie. La dissociazione delle chimere avviene mediante la stimolazione di germogli avventizi: le cellule superficiali del tessuto, più suscettibili di subire la polioploidia, generano nuovi organi indipendenti. Questo processo favorisce la selezione di linee solide, poiché i germogli avventizi derivano da una popolazione cellulare più omogenea rispetto ai germogli assiali, che mantengono la struttura originale del meristemo. L’analisi citogenetica (fluorescenza in situ ibridazione, FISH) conferma la stabilità della ploidia nei germogli avventizi, mentre i germogli assiali mostrano una maggiore variabilità. L’applicazione di questa tecnica consente di superare le barriere di ploidia tra specie di Vaccinium, ampliando il pool genetico disponibile per la selezione di tratti desiderati come resistenza a malattie, tolleranza al freddo e maggiore contenuto di antociani. Inoltre, la generazione di piante polioploidi solide riduce il rischio di instabilità genomica nelle generazioni successive, accelerando i cicli di breeding e facilitando l’introduzione di geni selvatici in cultivar commerciali. In sintesi, la dissociazione di chimere tramite germogli avventizi rappresenta un avanzamento metodologico che combina biotecnologia tissutale e citogenetica per potenziare la diversità genetica e la resilienza delle colture di mirtillo.
