In Irlanda, dove le piogge cambiano repentinamente e le alluvioni si fanno più frequenti, avere stime precise è fondamentale per i modelli idrologici. Uno studio recente ha confrontato due famosi dataset di precipitazione: ERA5, il reanalisi prodotto dall’ECMWF, e GPM‑IMERG, il prodotto satellitare della NASA (versioni Early, Late e Final). I ricercatori hanno messo a confronto i dati grigliati con le misurazioni di 25 stazioni synoptic di Met Éireann, coprendo gli anni 2014‑2021.
Usando un metodo di “grid‑to‑point” per allineare le due tipologie di dati, hanno valutato le performance con sette metriche statistiche, sia a livello orario che giornaliero, e per diverse stagioni e intensità di pioggia. ERA5 ha mostrato una costante superiorità, soprattutto per piogge di intensità bassa‑media tipiche dei fronti invernali, con buona coerenza temporale e poco bias lungo le coste. Tuttavia, tende a sottostimare gli eventi brevi e molto intensi e genera più falsi allarmi a scala oraria.
Al contrario, IMERG‑Final è più bravo a rilevare le precipitazioni estreme, soprattutto in estate, e risulta più affidabile a risoluzione giornaliera. La sua capacità spaziale supera le versioni Early e Late, ma resta limitata nelle zone occidentali dell’isola, dove il clima è più complesso. Le versioni Early e Late, invece, tendono a sovrastimare le piogge in area montuosa.
La conclusione? Un approccio ibrido: combinare la costanza stagionale di ERA5 con la prontezza di IMERG‑Final per gli eventi intensi, così da migliorare il monitoraggio delle piogge e le previsioni di alluvioni in Irlanda.
